Il congedo di paternità obbligatorio è un periodo di dieci giorni lavorativi di astensione dal lavoro, retribuito, a cui ha diritto ogni padre lavoratore dipendente in occasione della nascita di un figlio. È previsto dal Testo unico su maternità e paternità, il D.Lgs. 151/2001, come modificato dal D.Lgs. 105/2022. Per l’HR è uno dei tasselli di una gestione della genitorialità che riguarda tutto il percorso: dall’annuncio della gravidanza al rientro.
Come funziona il congedo di paternità obbligatorio
- Durata: dieci giorni lavorativi, che diventano venti in caso di parto plurimo.
- Quando: nell’arco che va dai due mesi precedenti ai cinque mesi successivi alla nascita.
- Come: anche in modo frazionato, ma non a ore.
- Retribuzione: indennità pari al 100% della retribuzione.
- Preavviso: il lavoratore comunica le date al datore di lavoro, di norma con almeno cinque giorni di anticipo.
Il congedo spetta anche in caso di morte perinatale del figlio ed è compatibile con il congedo di maternità della madre.
Il congedo parentale
Il congedo parentale è diverso: è un periodo facoltativo, fruibile da entrambi i genitori entro i primi anni di vita del figlio, con un’indennità ridotta per una parte dei mesi. Le regole sulle indennità sono state modificate più volte dalle ultime leggi di bilancio, quindi per mesi indennizzati e percentuali conviene fare sempre riferimento alle indicazioni INPS in vigore.
Le tutele che l’HR deve conoscere
- Divieto di licenziamento: per la madre dall’inizio della gravidanza fino al compimento di un anno del bambino. La tutela si estende anche al padre che fruisce del congedo di paternità, fino allo stesso termine.
- Convalida delle dimissioni: le dimissioni di lavoratrici e lavoratori con figli fino a tre anni devono essere convalidate dall’Ispettorato del Lavoro.
- Divieto di discriminazione: nessun trattamento sfavorevole può essere collegato alla richiesta o alla fruizione dei congedi.
Un errore di procedura in uno di questi passaggi può esporre l’azienda a contestazioni: la gestione della genitorialità è anche una questione di compliance.
Perché è un tema strategico
I numeri lo dicono chiaramente. Secondo la relazione dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nel 2024 le dimissioni e risoluzioni convalidate di genitori con figli fino a tre anni sono state 59.454, in grande maggioranza di madri. Tra le motivazioni indicate dalle donne, il 30% riguarda l’organizzazione del lavoro: una leva su cui l’azienda può intervenire direttamente.
Il congedo di paternità ha anche un ruolo culturale. Quando i padri lo usano davvero, la cura dei figli smette di essere percepita come un “problema delle madri”, e si riduce il rischio che la genitorialità rallenti solo le carriere femminili. È per questo che le certificazioni di parità di genere e di conciliazione, la UNI/PdR 125 e la UNI/PdR 192, dedicano ampio spazio a questi temi.
Come gestire la genitorialità in azienda
- Una procedura chiara: chi informare, quali documenti servono, quali tempi rispettare.
- Pianificazione dell’assenza: chi copre le attività, come si passano le consegne, come si mantiene il contatto se la persona lo desidera.
- Un rientro accompagnato: un colloquio per aggiornare la persona, valutare eventuali esigenze di flessibilità e riprendere gli obiettivi.
- Una cultura che incoraggia i padri a usare i congedi, a partire dall’esempio dei manager.
- Manager formati, perché la maggior parte delle difficoltà nasce da una gestione improvvisata.
Gli errori più comuni
- Considerare il congedo di paternità un’eccezione da scoraggiare invece che un diritto.
- Lasciare al singolo manager la gestione dell’assenza, senza regole comuni.
- Trascurare il rientro, che è il momento in cui si decide se la persona resterà in azienda.
- Non formare HR e responsabili sulle regole, che cambiano spesso.
Domande frequenti
Il congedo di paternità è obbligatorio?
Sì, per il padre lavoratore dipendente è un diritto e un obbligo: i dieci giorni vanno fruiti nei tempi previsti.
Il datore di lavoro può rifiutare il congedo di paternità?
No. Il lavoratore deve solo comunicare le date con il preavviso previsto.
Chi paga il congedo di paternità?
L’indennità è a carico dell’INPS ed è di norma anticipata dal datore di lavoro in busta paga.
Il corso collegato. Il Catalogo Genitorialità di Fair Place forma HR, manager e genitori sulla gestione della genitorialità in azienda, con esercitazioni su casi concreti e contenuti aggiornati dal comitato scientifico.
Fonti: D.Lgs. 151/2001; D.Lgs. 105/2022; INPS, pagine su congedo di paternità e congedo parentale; Ispettorato Nazionale del Lavoro.








